Fluidificanti

img prodottiL’additivo fluidificante, capace di aumentare la lavorabilità del calcestruzzo senza modificare il rapporto acqua /cemento, è stato il primo ad essere impiegato ed il suo uso risale agli anni 30’.
All’inizio era basato su un sottoprodotto dell’industria cartaria, il ligninsulfonato di calcio, ricco di impurità, in particolare zuccheri con effetto ritardante, e quindi con grandi limiti di impiego.
Successivamente si è passati a ligninsulfonati di calcio o di sodio industrialmente purificati e modificati, ad acidi idrossi-carbossilici o a polimeri idrossilati.
Il fluidificante, le cui molecole contengono gruppi funzionali con cariche negative, funziona come disperdente dei granuli di cemento in quanto carica negativamente la superficie del granulo provocando la repulsione elettrostatica delle particelle.
Utilizzato come riduttore d’acqua e quindi a parità di lavorabilità, deve consentire, secondo la normativa UNI EN 934-2, una riduzione non inferiore al 5%.
I fluidificanti ad azione accelerante o ritardata modificano, oltre alla lavorabilità od al contenuto di acqua ,anche i tempi di presa e indurimento.
Il dosaggio d’impiego è compreso tra 0,2-0,6 % sul peso del cemento.

Tutte le informazioni sugli additivi vengono date a titolo indicativo e non dispensano, in alcun caso, dal consultare il produttore prima dell’utilizzo.